01 Giu Fino al 26 giugno 2016 il viaggio fotografico sul nostro pianeta di Sebastião Salgado è al Palazzo Ducale di Genova

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Manca meno di un mese (fino al 26 giugno 2016) per vedere la mostra “Genesi” di Sebastião Salgado al Palazzo Ducale di Genova, in cui uno dei più importanti fotografi documentaristi del nostro tempo conduce il visitatore in un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare con immagini in bianco e nero la rara bellezza del nostro pianeta. Il viaggio visuale attraverso lo sguardo appassionato dell’artista intende sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro. La mostra è nata da un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni, che si concretizza nelle oltre 200 fotografie esposte in mostra. Queste raccontano luoghi che vanno dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.

Sebastião Ribeiro Salgado nasce l’8 febbraio 1944 ad Aimorés, in Brasile. Da giovane si sposta da San Paolo a Parigi e a Londra; nel 1973 rientra a Parigi dove intraprende la carriera di fotografo, prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum finchè crea l’Agenzia Amzonas Images. Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta: queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 documenta prima la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro “La mano dell’uomo” (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane), poi l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, nei due libri “In cammino” e “Ritratti di bambini in cammino” (Contrasto, 2000).